Premier, incertezza spettacolare. A chi lo scettro?

Di Dastian – Mai come quest’anno  la Premier League risulta essere incerta e appassionante nella lotta al titolo. Un lotto di 9 squadre fa parte del gruppone di testa, dove l’Arsenal è nettamente la squadra più avanti, capolista con 4 punti di vantaggio sulle seconde.

Al momento se proprio dobbiamo individuare una favorita per la vittoria finale diremmo proprio la squadra di Wenger, che fino ad ora è la più continua ed è quella che sta mettendo in mostra le cose più interessanti. La rapidità di Wilshere, il gioco di sponda di Giroud, i cross di Sagna, la vena realizzativa di Ramsey, la fantasia e la tecnica di uno strepitoso Ozil: guardare l’Arsenal non è mai una noia.
Per trovare una favorita in una competizione di solito si individua la rosa più forte, ma quest’anno in Inghilterra questa ricerca diventa difficile. Non c’è un team più forte di un’altro, semmai abbiamo il Manchester City, l’Arsenal e il Chelsea che sono solo più complete, ma non più forti di Manchester United, Tottenham e Liverpool. 
Dietro l’Arsenal per adesso la squadra più continua è stato il sorprendente Liverpool di Rodgers, che può vantare forse l’attacco migliore del campionato: Suarez-Sturridge, un tandem d’attacco che sta facendo sognare i tifosi dei Reds.
Il Chelsea, zitto zitto, è al secondo posto insieme al Liverpool. La squadra di Mourinho potrebbe fare di più, in zona offensiva lo Special One può disporre di giocatori come Hazard, Schurrle (il migliore fin qui), Oscar, William, Eto’o, Torres, Mata. La tecnica c’è, ma il gioco non decolla.
Il Manchester City di Pellegrini sta cominciando a marciare. Andamento strepitoso in casa, mentre in trasferta ha una media da retrocessione. La squadra è fortissima: Aguero è il Leader tecnico, seguito da campioni come Yaya Toure, Silva, Nasri. Ancora un mistero lo scarso impiego di Jovetic.
Il Manchester United sta vivendo la difficile fase post-Ferguson. Moyes non ha per nulla un facile compito. Tra l’altro la squadra non è neanche di altissimo livello. Il punto forte è sicuramente la coppia d’attacco composta da Rooney e Van Persie, per il resto molta confusione. La difesa è da rivedere. Sulle ali giocatori buoni ma inconcludenti come Nani e Valencia. Di buone speranze la giovane stella Janusaj.
Il Tottenham di Villas Boas ha speso parecchio dopo la cessione di Bale, acquistando giocatori come Lamela. Ma il rendimento è assolutamente insufficiente e il tecnico Portoghese sta rischiando l’esonero.
Nel gruppo delle 9 squadre di testa ci sono le assolute sorprese Southampton, Everton e Newcastle. Tutte e tre giocano benissimo, staremo a vedere quanto riusciranno a resistere nelle zone alte.
Premier veramente avvincente quest’anno, di sicuro ci terrà col fiato sospeso fino alla fine. D’altronde, è o non è il campionato al momento più bello al mondo?
Dastian

Borussia Moenchengladbach: squadra entusiasmante!

 Di Dastian – Questa sera ho potuto ammirare una squadra davvero bella, entusiasmante, che ha saputo tenermi incollato allo schermo per tutta la partita. Stoccarda-Borussia MgB non ha avuto storia, terminata 0-2 poteva benissimo finire con un risultato ben più largo per gli ospiti.

Una squadra che ho scoperto stasera e che mi ha davvero impressionato per qualità di gioco, personalità e spensieratezza nel gioco offensivo. Azioni in velocità stile Borussia Dortmund che però la squadra di klopp sa sfuttare appieno visto il livello dei suoi uomini, mentre il Moenchengladbach ha una percentuale molto bassa nella finalizzazione delle azioni create.
Uomo copertina è sicuramente il giovane laterale offensivo Herrmann, 22 anni, tedesco, abile a saltare l’uomo e straordinario negli assist ai compagni. Sull’altra fascia il ben più esperto Arango, punte centrali Raffael, in gol stasera, e Kruse, attaccante Tedesco molto bravo a giocare lontano dalla porta per partecipare al giro palla coi compagni. In mezzo al campo grande dinamismo e tecnica con Kramer e Xhaka. Ottimi i terzini Wendt, in gol stasera, e Korb. Solida la coppia difensiva Stranzl-Jantschke. In porta il fortissimo e giovanissimo TerStegen, nel mirino di Barcellona e Juventus.
Insomma, davvero una bella squadra, da seguire e verificare nel suo cammino. Potrebbe essere una delle grandi rivelazioni quest’anno del calcio Internazionale.
Dastian

Bundesliga – Su il sipario: c’è il “Clasico” di Germania

Di Dastian – Ci siamo finalmente. In questo tredicesimo turno della Bundesliga è in calendario la sfida più affascinante e più sentita di questi ultimi anni, la ripetizione dell’ultima finale di Champions giocata a Wembley: Borussia Dortmund – Bayern Monaco. Le due squadre arrivano a questa partita in situazioni totalmente differenti. Il Bayern è sull’onda dell’entusiasmo dal nuovo gioco portato da Pep Guardiola, gioco che sta dando risultati impressionanti sia in campionato, dove la squadra è in fuga, sia in Champions, dove il girone è ormai praticamente suo. Il Borussia invece sta attraversando un momento difficile e in pochi giorni potrebbe vedersi trasformare questa stagione in una via crucis da portare avanti per molto tempo. Infatti se non dovesse andar bene col Bayern e Martedì col Napoli in Champions, in poco tempo la squadra di Klopp potrebbe vedersi sfuggire i due principali obiettivi stagionali. In più, ci sono gli infortuni: tutta la difesa titolare e Gundogan. Anche nel Bayern ci sono assenze mica da ridere, una su tutte quella di Ribery, fermo per una frattura ad una costola. Ma di certo sarà ugualmente una grande sfida da non perdere. Bayern a +4 sul Dortmund in classifica.

Ne può approfittare il Leverkusen, che va in trasferta con l’Herta, squadra piazzata nelle zone alte della classifica.
Il Moenchengladbach va in casa dello Stoccarda, in una partita che sicuramente sarà di grande interesse, visto l’ottima posizione in classifica delle due squadre.
Dastian

Monaco: la tanta qualità strozzata dall’allenatore

Di Dastian – Nella Ligue1 Francese il Psg è la squadra nettamente più forte e molto probabilmente vincerà il campionato in corso. Ma se c’è una squadra che può infastidire a lungo andare i Parigini quella è sicuramente il Monaco.

Se andiamo a vedere l’11 titolare, possiamo notare quanto talento, fantasia e tecnica sono presenti nella squadra del Principato. Soprattutto nella trequarti. Il Monaco gioca con il 4-2-3-1, la punta è Falcao e dietro di lui si aggirano Ocampos a destra, James Rodriguez al centro, e Ferreira Garrasco a sinistra. A centrocampo la qualità e la sostanza di Moutinho e Toulalan. Sui terzini la gioventù di Fabinho e Karzawa. In mezzo alla difesa l’esperienza, ma anche la lentezza, di Abidal e Carvalho. In porta il bravo Subasic.
Chi guarda le partite di un 11 del genere dovrebbe ammirarne le tante azioni in velocità, i tanti fraseggi in verticale o dei contropiedi fulminanti. Peccato che nessuna di queste tre cose si sia ancora vista. E perchè? Semplice. Una squadra con così tanta qualità è finita nelle mani sbagliate, visto che l’allenatore è Claudio Ranieri.
Il tecnico Romano è un buon allenatore, bravo ad aggiustare in corsa situazioni difficili facendo quadrare la squadra con un’organizzazione tattica semplice e precisa. Ma non gli sia chiesto di mostrare un buon gioco, lui non è l’allenatore predisposto per quel tipo di filosofia. Ranieri è più bravo a dare alle sue squadre concretezza, pragmatismo e solidità difensiva, ma zero gioco. 
Chiaro, una volta scesi in seconda divisione Francese, la dirigenza del Monaco ha fatto benissimo ad affidarsi ad un tecnico esperto come lui per risalire subito in Ligue1. Ma adesso che l’obiettivo di promozione è stato raggiunto, adesso che ci sono i soldi per investire su giocatori importanti, e l’ultimo calciomercato svolto lo dimostra, perchè continuare ad affidarsi ad un tecnico del genere totalmente opposto alla filosofia di gioco che la squadra potrebbe avere con giocatori così talentuosi? Una trequarti così giovane e tecnica come quella del Monaco in Europa ce l’hanno in pochi, soprattutto pensando che poi davanti c’è uno come Falcao, e la squadra al momento vive proprio solo dei gol del fortissimo attaccante Colombiano. 
Ocampos-Rodriguez-Garrasco è una trequarti che vorrebbe avere qualsiasi allenatore con mentalità offensiva. Provo a pensare, ad esempio, ad un Klopp alla guida del Monaco, secondo me diventerebbe una squadra spettacolare da vedere e che darebbe veramente fastidio al Psg. 
I risultati cominciano a venir meno, in classifica si è solo terzi a 5 punti dal Psg capolista, la società è ancora in tempo a pensarci: cambino  guida tecnica, cerchino di trovare un allenatore adatto alla rosa costruita. Le idee non mancano. Così potremmo goderci una squadra veramente bella da vedere. 
Dastian

 

 

Thohir porta i soldi. Ma le idee? Obiettivo: riportare l’Inter dove merita.

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Di Dastian

Thohir è finalmente approdato all’Inter come nuovo proprietario-presidente e già i tifosi sognano, pronti a giudicare Thohir soltanto da come si muoverà sul mercato. Non è proprio il metodo giusto per valutare il suo lavoro, ogni passo andrà fatto attentamente, è un percorso a tappe volto a far tornare l’Inter per quello che merita di essere, e cioè una delle più grandi squadre a livello mondiale.

E’ proprio da qui che deve partite Thohir: non deve dimenticarsi che cos’è l’Inter, che valore ha non solo per i suoi tifosi ma per tutto il calcio Nazionale ed Internazionale. E’ una società storica, di tradizione, che non merita nè di arrivare nona nel nostro campionato nè soprattutto di stare fuori dalla Champions o addirittura come quest’anno fuori da ogni competizione Europea. E’ una cosa inammissibile, ed è questo deve capire innanzitutto Thohir. Per poi cominciare a costruire qualcosa di grande.
Cominciando dalla struttura operativa della dirigenza. Innanzitutto con l’esclusione degli attuali dirigenti che dopo l’addio di Lele Oriali hanno saputo soltanto far danni, e non faccio l’elenco di tutti i loro errori di mercato altrimenti non finirei più. Branca, Ausilio e Fassone dovranno cercarsi una nuova sistemazione, hanno distrutto una società storica, non meritano il ruolo che hanno. Al loro posto servono persone competenti, innovative e che sappiano metterci la faccia senza paura. L’Inter si sa, non è una società che possiede il rispetto che hanno in Lega e nei Media Juventus e Milan, per questo ha bisogno di un uomo forte. Nell’anno del triplete questo compito fu svolto benissimo da Mourinho, ma non spetta all’allenatore. Serve insomma un personaggio alla Galliani per intenderci. E qui mi sto riferendo alla figura del Direttore Generale.
Passando poi per un ruolo fondamentale, quello del Direttore Tecnico, colui che deve dare una filosofia ben precisa di gioco da attuare in campo con il lavoro che poi verrà svolto dall’allenatore. Esempio classico la Fiorentina di Pradè, che è un direttore tecnico da sempre amante del bel calcio, e infatti arrivato alla Fiorentina ha subito scelto Montella come allenatore per poi acquistargli tutti i giocatori funzionali al suo calcio palla a terra, da Borja Valero ad Aquilani passando da Rossi, Cuadrado, Pizarro e Joaquin. E se Thohir come dice lui vuole un’Inter che sappia divertire i tifosi, dovrà affidarsi ad un direttore Tecnico con idee simili al bravissimo Pradè.
E per finire la figura del direttore sportivo, colui che deve essere bravo a scovare giovani talenti e a concludere con furbizia e sagacia le trattative di mercato. C’è quindi un forte collegamento tra DS e DT, i due infatti devono comunicare e trovarsi d’accordo su come operare sul mercato così da costruire una squadra idonea al progetto che si vuole portare avanti. Ci penserà poi il DG a far rispettare le regole e a rendere forte la società sia dal punto di vista dell’organizzazione generale sia dal punto di vista dell’immagine.
Insomma, il primo passo di Thohir deve essere questo, se saprà creare una dirigenza forte, competente, con idee chiare e precise, il resto verrà da se. Scelta finale, difficile, sarà quella riguardante Mazzarri. Bisognerà chiedersi: ok, è bravissimo a ricostruire una squadra ridotta in macerie, è un mago nel far rinascere giocatori creduti morti calcisticamente, ma è la persona giusta per tornare a vincere? Per avere delle risposte, ci sarà bisogno che Mazzarri abbia la sua opportunità di mostrare questo, quindi dopo che avrà saputo ricostruire il tutto (e ci riuscirà di sicuro), merita la possibilità di provare a vincere con quello che avrà saputo crearsi quest’anno. Se non riuscirà a portare trofei in bacheca, si dovrà cambiare, virando su quegli allenatori capaci di far vincere una squadra come l’Inter a livello Nazionale e Internazionale.
Per finire voglio divertirmi a fare un po di nomi basati sul mio giudizio personale su tutto ciò che ho scritto precedentemente. Penso che l’Inter debba finalmente avere un gioco piacevole per far divertire i suoi tifosi. Quindi come direttore Tecnico opterei per Leonardo, come direttore sportivo che opera sul mercato punterei Sabatini. Infine come direttore generale, come uomo forte della società, andrei ad occhi chiusi su Corvino. E farei tornare Oriali come mediatore tra spogliatoio e società. Come allenatore non avrei dubbi: Klopp del Borussia Dortmund.
Una squadra forte, prima che negli undici titolari, si costruisce nello staff che lavora dietro le quinte. A partire dai dirigenti fino allo staff tecnico. Comprare giocatori a caso, anche se forti, non porta a nulla. E’ solo un insieme di figurine. E questo speriamo che Thohir lo sappia già.
Dastian

Il mio nuovo blog

Dopo la pagina Facebook, il profilo Twitter e il canale Youtube eccomi qui ad aprire ufficialmente il mio nuovo blog. Dastian Calcio 24, il mio goiellino, fa un altro passo in avanti, forse il più importante, con uno spazio molto grande dove poter scrivere articoli veri e propri sul mio mondo, il Calcio, la cosa che amo di più.

La creazione di questa mia attività per seguire più nel dettaglio il calcio avvenne a metà Settembre con la nascita della mia pagina Facebook. Il nome, il primo, fu Dastian Bar Sport. Pochi giorni dopo ecco l’arrivo del profilo Twitter, una vera svolta. Uno strumento più immediato per pubblicare le notizie, i miei pareri e i risultati delle partite. Con un ottima soluzione: ogni Tweet da me pubblicato viene infatti automaticamente trasferito nella mia pagina Facebook, così da collegare i due canali informatici. E siccome Twitter è lo strumento che uso di più, posso essere contento del fatto che ogni cosa che pubblico su di esso viene anche letta dai fans della mia pagina Facebook.  Comunque, tornando al nome, qualche giorno fa presi una decisione molto importante: cambiare il nome in Dastian Calcio 24. Ho voluto questo nome per esprimere più nel dettaglio cosa seguo. Il nome precedente faceva trasparire un po di confusione, il nome attuale ne rende più l’idea. E adesso ecco il Blog. Ripeto, mi serviva uno spazio dove poter scrivere articoli più ampi per esprimere meglio il mio parere. Uno spazio che somigliasse ad un sito. E myblog mi ha dato questa opportunità. Il sito è molto semplice da esplorare.

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